Descrizione
L'interno, a croce greca, è ricco di numerose opere di famosi artisti secenteschi che immortalano episodi della vita del santo cui la chiesa è dedicata. Se infatti nella controfacciata Gregorio e Mattia Preti realizzarono i due affreschi raffiguranti la Missione di san Carlo contro l’eresia e la Carità del Santo, dall’altro capo della navata mediana, nel catino dell’abside, il Lanfranco dipinse la Gloria di san Carlo, mentre il coro fu abbellito da una notevole opera di Guido Reni effigiante il Santo in preghiera. Infine, all’altar maggiore, eseguito da Martino Longhi il Giovane, si trova una significativa pala di Pietro da Cortona, che illustra un episodio relativo alla peste di Milano, in cui San Carlo porta in processione il Sacro Chiodo. Con le quattro Virtù cardinali il Domenichino decorò invece, verso il 1630, i pennacchi della cupola, mentre sul finire del secolo Antonio Gherardi si occupò della scenografica ornamentazione della Cappella di Santa Cecilia, nella quale l’artista, che già aveva lavorato alla decorazione di Santa Maria in Trivio, seppe ideare dei fantasiosi ed elaborati giochi di cromatismo e di prospettiva.